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#adessoparloio: il bullismo si racconta

Il primo passo per fermare il bullismo è parlarne e dare voce ai ragazzi che l’hanno subito, agito, visto, condiviso. In una parola: vissuto. Tante storie, molte vite. Troppe, attorno a fenomeno che continua a far soffrire ragazzi e famiglie.

COS’È? #adessoparloio nasce da un’idea di Mapi Danna, giornalista e mamma, che, dopo aver conosciuto Ivano Zoppi e visto in azione gli operatori di Pepita Onlus sul campo, accanto ai ragazzi, decide di creare le sinergie per realizzare un nuovo format televisivo. Il progetto prende avvio dalla collaborazione con Real Time e presto diventa una serie di 10 pillole da 5 minuti ciascuna che portano in tv 10 storie di altrettanti ragazzi vittime di bullismo, ma non solo. Antonio, infatti, è un bullo pentito.

QUANDO – Dal 16 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017 su Real Time Canale 31 del Digitale Terrestre due protagonisti del web, Leonardo Decarli, youtuber, attore e cantante, e Bouchra, cantante italo-marocchina, raccontano e interpretano 10 vite spezzate e poi recuperate grazie alla fiducia e all’incontro con Pepita.

COME – Il format per la prima volta è dalla parte dei ragazzi. Ne protegge l’immagine evitando di esporli alle telecamere e lascia che a parlare delle loro storie siano quegli stessi beniamini che tanti di loro amano e seguono sui canali youtube. Il racconto in prima persona suscita emozione e molti giovani telespettatori si sentono chiamati in causa, coinvolti, tanto da inviare messaggi di conforto o di condivisione sui profili social di Leonardo e Bouchra. Le pillole sono ancora disponibili su it.dplay.com, il servizio OTT gratuito di Discovery Italia.

IL VALORE DEL PROGETTO – Il bullismo è un fenomeno trasversale. Nessuno è immune: la vergogna, la paura e il silenzio lo nutrono, le parole e la denuncia lo sconfiggono. #adessoparloio diventa quindi appello a chi guarda e vive situazioni simili perché scelga di volersi bene e parlare con qualcuno di cui si fida per chiedere aiuto. Pepita Onlus attiva una chat di WhatsApp e molti ragazzi che si ritrovano nei racconti cominciano a scrivere. In quindici giorni arrivano a essere più di 200.

UN CAMMINO IN DIVENIRE – #adessoparloio diventa anche un appello al mondo degli adulti, dei genitori e degli insegnanti, perché prestino attenzione ai segnali più o meno evidenti che è importante saper cogliere e affrontare. Ma è anche un appello ai bulli, protagonisti come le vittime di questo programma. Come le vittime, sono imbrigliati in uno schema dove i conti tornano solo attraverso l’aggressività e la violenza. Uno schema in cui non c’è amicizia, ma branco, dove manca completamente la responsabilizzazione rispetto alle proprie azioni. E infine è un appello al gruppo dei pari, quelli che non fanno del male ma vedono, quelli che stanno a guardare in silenzio o, peggio, riprendono per condividere. 

Il bullismo, in ogni forma, è un problema di tutti e occorre unire le forze per interrompere la catena che alimenta il fenomeno, accettando di esercitare la propria responsabilità. In primo luogo è tempo di offrire ai ragazzi una nuova possibilità di dialogo, aperto e non giudicante. Un compito difficile quando si ha a che fare con adolescenti alle prese con la costruzione della propria personalità, ma cambiando prospettiva impareremo a vederli come una fonte straordinaria di risorse nuove che danno energia, come piccole navi in mare aperto ostacolate dai venti, in cerca di una rotta verso casa.