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Bullismo su Facebook: spiare i propri figli non serve

Il 65% dei casi di bullismo sessuale avviene sui social network. Per scongiurarlo non basta chiedere l’amicizia su Facebook ai propri figli e neppure conoscere le password dei loro profili. Sono alcune delle conclusioni cui è giunto uno studio coordinato dalla Metropolitan University di Leeds, cui hanno partecipato 5 onlus europee, tra cui l’italiana “Pepita”. “Non basta – ha spiegato, in una conferenza stampa a Milano, il presidente di Pepita Ivano Zoppi – perché accanto al profilo ufficiale, controllato dai genitori, proliferano quelli non ufficiali”. Anche il Milan è attento al fenomeno. “Ma noi ai nostri ragazzi non vietiamo i social network” ha spiegato il responsabile delle giovanili rossonere, Filippo Galli

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