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"Ora sarete contenti" – Il gesto disperato di una ragazza di Pordenone

“Ora sarete contenti” e poi il gesto disperato.

A lasciare queste parole scritte di suo pugno, come quelle di scuse lasciate ai genitori, è una dodicenne di seconda media. Oggetto di derisione, forse vittima di bullismo, la ragazzina ha mal sopportato le parole dei compagni che l’hanno ferita così profondamente da farle pensare di mettere fine alla sua vita.

Per fortuna è in ospedale, ricoverata in terapia intensiva, ma viva.

Già, viva, ma per sempre segnata. Come per sempre resterà in rete la notizia di quanto accaduto, come per sempre, se ci sono, resteranno in rete i messaggi che l’hanno spinta a tanto.

Adolescenti fragili, tormentati, che hanno bisogno di essere accompagnati nella Vita, quella vera, ma anche sul web. Ragazzi che vivono la loro esistenza messaggiando, condividendo, chattando e non conoscono il limite quando si tratta di ferire l’Altro, perché dietro lo schermo dello smartphone si sentono leoni.

Poi, qualcosa si spezza e uno di loro cade. Allora la stampa ne parla, l’opinione pubblica si scuote, mentre una famiglia è distrutta dal dolore.

Pepita.it, la Onlus che da sempre si occupa di disagio adolescenziale al fianco dei ragazzi, sostiene anche le famiglie e gli insegnanti, porta laboratori nelle scuole sollecitando la collaborazione di tutte quelle agenzie educative che possono farsi “antenne” sul territorio per prevenire episodi come questo.

Le parole possono uccidere, insegniamo ai nostri ragazzi il valore della responsabilità perché possano prendersi cura dei compagni e degli amici che hanno accanto, perché possano capire la portata dei loro messaggi e delle loro azioni, nella vita come nel Web.