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Trame Fitte: Pepita partner di progetto

 

CONTESTO

Nei due quartieri di San Donato Milanese, Certosa e Di Vittorio, nei quali si registrano situazioni a forte rischio di devianza minorile, Fondazione Laureus come ente capofila di un partenariato di 15 enti promuove la coesione sociale attraverso percorsi sportivi che favoriscono il coordinamento tra servizi territoriali e la comunità di riferimento.

 

QUADRO SINOTTICO

  • Beneficiari: 1000;
  • Età: 6-18;
  • Obiettivo progetto: promozione della coesione sociale;
  • Aree metropolitane coinvolte:2 zone della periferia di San Donato Milanese;
  • Discipline sportive: Basket, Rugby, Pallamano, Danza, Psicomotricità;
  • Enti educativi: 3 Cooperative, 1 Associazione di promozione sociale, 5 Istituti scolastici, 2 Oratori, 3 Attività dei Servizi Sociali di san Donato Milanese (CAG, Tempo Libero Famiglie, Educativa di strada)  ;
  • AA.SS.DD.: 1 Associazione sportiva;
  • Durata: 3 anni;
  • Costo Progetto anno: 410.000 €;

 

Descrizione sintetica del progetto

Il progetto “Trame Fitte”  utilizza lo sport come strumento al servizio dei processi educativi in essere e come dispositivo di relazione tra i partner di progetto e gli abitanti dei quartieri.  Lo sport è il filo conduttore capace di mettere in connessione tutte le trame fitte presenti sui quartieri di Certosa e Di Vittorio. Sei enti del terzo settore, cinque istituti scolastici, un’associazione sportiva, due parrocchie e  i servizi sociali rappresentano la fitta trama che lo sport ripercorre congiungendola a tutti gli abitanti del quartiere. Tramite le attività sportive  il progetto “Trame Fitte” si propone da un lato di intercettare direttamente oltre 1000 minori e 800 famiglie dall’altro di rafforzare il raccordo e il coordinamento di tutti i servizi a loro disposizione. L’idea è che lo sport, integrato al presidio educativo, possa rappresentare uno strumento d’intervento utile a stimolare i legami fra individui e a rafforzare i tessuti della coesione sociale. L’intervento in generale prevede una stretta connessione tra gli enti educativi, l’attività sportiva e la comunità. Gli enti educativi (cooperative sociali, servizi sociali, parrocchie e scuole) seguono l’andamento educativo di tutti i ragazzi del gruppo e segnalano e inviano minori a rischio o con disagi all’interno di attività sportive mettendo a disposizione i propri educatori a curare in tutte le fasi, inserimento, accompagnamento, osservazione e monitoraggio. L’associazione sportiva coinvolta in quanto portatrice delle stesse attenzioni educative degli enti  partner fa evolvere il gruppo e accoglie i minori segnalati nelle squadre. Inoltre si rende disponibile a investire in formazione per costruire o implementare il profilo di allenatore, definito in maniera più completa come figura con competenze oltre che tecnico sportive, anche relazionali e quindi educative. Il modello si arricchisce di altri interventi che utilizzando lo sport e i suoi temi come fattore di coesione e coinvolgimento di tutte le parti sociali: dalle famiglie dei minori intercettati ai gestori dei servizi, dalle istituzioni a tutti gli abitanti dei quartieri. Questa diffusione del legame educazione e sport permetterà al territorio di:

  • Consentire a tutti i minori la pratica del movimento e dello sport e viceversa;
  • Portare all’educazione lo strumento sport per realizzare i suoi obiettivi;
  • Incontrare i genitori delle diverse fasce di età creando le possibilità di un lavoro di sensibilizzazione e di pensiero intorno ai temi della genitorialità, di mobilitazione di risorse volontarie, di attivazione di passioni comuni e trasversali;
  • Presidiare positivamente il territorio con luoghi sportivi educativi di strada a disposizione degli adolescenti;
  • Coordinare la rete di servizi territoriali;
  • Comunicare diffusamente all’interno dell’ampia rete creata;
  • Arricchirsi promuovendo la creazione di gruppi di auto e mutuo aiuto e di volontari.

 

Partner di progetto:

 

Con il contributo di