#SOLOPERTE
Adolescenti:
usi e costumi
nella solitudine
del sexting

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA
UN PERCORSO ITINERANTE

UNA RIFLESSIONE PUNGENTE
SULLE DINAMICHE DEL SEXTING

In Italia 1 adolescente su 4 ha fatto sexting almeno una volta.
Il primo messaggio con contenuto sessuale viene inviato da ragazzi che hanno un età compresa tra gli 11 e i 14 anni

L’idea della mostra nasce qui. Da un bisogno, da un’emergenza sociale. Il SEXTING, che nasce dalla crasi delle parole sex e texting, definisce lo scambio di messaggi di testo, foto, video con un contenuto marcatamente sessuale.

Si tratta di fenomeno sommerso e in forte espansione, favorito dalla diffusione di applicazioni di messaggistica istantanea, come WhatsApp, e social network che illudono i ragazzi sulla possibilità di condividere e poi cancellare i contenuti postati (Snapchat).

Ma queste stime sono destinate a crescere se NON INTERVENIAMO per far comprendere rischi e conseguenze, per far capire il valore della loro identità. Oggi, perché anche in Rete, come nella Vita, occorrono anni per costruire la propria reputazione, ma basta un click per distruggerla.

Ecco il mio “buongiorno”.
Gli piacerà?

Che carino il pensiero che ha avuto… Gli mando un bacio speciale.

Vorrei cucinare per lui…

Vorrei dirgli quanto sono felice con lui!

Questi sono i dati emersi in una ricerca condotta da Pepita Onlus su un migliaio di adolescenti

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In Italia i ragazzi che hanno fatto sexting almeno una volta

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Ragazzi che hanno pensato almeno una volta di inviare un messaggio o condividere una foto sexy

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Ragazzi che hanno anche inviato un messaggio o condiviso una foto sexy.

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Ragazzi che hanno ricevuto messaggi o foto sexy di altri coetanei

Il percorso si snoda lungo una serie di fotografie a tutto campo accompagnate da didascalie che contestualizzano e offrono spunti di riflessione tra immagini, selfie e frammenti di messaggi osé, all’origine, scambiati tra una ragazza, Asia, e il suo ragazzo.

All’inizio, ad accogliere i visitatori un pannello più grande, volutamente sovradimensionato per fare effetto e lasciare un segno.
Poi le immagini andranno dal colore pieno alla dissolvenza, con un’immagine forte, al centro del percorso, che stabilisce il punto di rottura, il momento in cui tutto può cambiare se non si governa la propria esposizione in Rete.

La lenta perdita di cromatismo delle foto chiude su uno scatto confuso, quasi bianco per rappresentare la totale perdita d’identità di Asia. Che si è spinta oltre per quello che credeva Amore.

Per questo quell’ultima immagine è altro, quasi a dire: «Non sono più io. Queste foto non sono più mie».


 

concept e ideazione:
Ivano Zoppi e Davide Carafòli
direzione artistica:
Davide Carafòli
modella:
Karin Morinelli
fotografie:
Tommaso Orlandi
styling e make up:
Teresa Basili
testi:
Barbara Reverberi
grafica:
Annalisa Porcelli

 

un particolare ringraziamento a
Alessandro Dioli e Elena Sostaro
per averci ospitato con disponibilità e gentilezza
e
Jessica Cibin
ag. The Choice

Pepita Onlus è la cooperativa sociale costituita da educatori esperti nella progettazione e realizzazione di interventi socio-educativi, percorsi di formazione e attività di animazione in scuole, enti pubblici, associazioni di volontariato, oratori e altre realtà del privato sociale.

Negli anni ha maturato una profonda esperienza e competenza in tema di bullismo, cyberbullismo, sexting e bullismo sessuale, tanto da divenire riferimento per istituzioni e organi d’informazione.

Da dicembre 2016 Pepita Onlus è partner della ASST Fatebenefratelli Sacco – Casa Pediatrica per lo sviluppo di un percorso di cura e sostegno per le vittime di bullismo e cyberbullismo con particolare attenzione al bullismo sessuale e di genere.


 

Dajko è un agenzia di comunicazione che fa capo a Davide Carafòli, Web & Digital Designer, Multimedia Specialist, Creativo, Regista, Musicista. Dal 1998 pazzamente innamorato della comunicazione, luogo in cui ha dato libero sfogo alla creatività. Cerca tramite l’espressione visiva di comunicare e di raccontare storie, persone o situazioni.

Oggi i ragazzi hanno tra le mani strumenti potenti che liberano la loro espressività. Gli smartphone rappresentano un ponte globale per comunicare con centinaia, migliaia di persone, molte delle quali sconosciute. Per questo è fondamentale che imparino a comprendere il valore di ogni loro azione quando cliccano per condividere, per non cancellare la propria identità. O sarà solo l’ennesima immagine inoltrata nel mare dei big-data dei social network. Per diffondere questo messaggio, per generare consapevolezza tra i giovani, Dajko ha scelto di far parte di questo progetto.

#SOLOPERTE vuole essere una provocazione per far riflettere, svelando i potenziali pericoli dietro una condivisione irresponsabile e fornendo un approccio diverso che possa stimolare un’analisi più matura delle conseguenze nella Rete come nella Vita.


 

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