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Io clicco positivo

Oggi non “si va” più su internet: internet è sempre con noi, attorno a noi, nei nostri smartphone e nelle nostre app.
Pensiamo al quotidiano.
Viviamo le nostre relazioni sia vis a vis sia mediate da un dispositivo tecnologico: queste modalità sono compresenti e costituiscono il nostro modo di stare insieme. Il progetto pone uno sguardo attento su questa premessa: instaurare relazioni online è sempre più facile, immediato, ma fino a che punto questa “accessibilità” rappresenta un’opportunità positiva per i giovani?
Fanno riflettere casi di ragazzi/e che hanno deciso di togliersi la vita a causa dei continui atti di bullismo divulgati e amplificati attraverso i social network: il cosiddetto cyberbullismo.

Tecnologie sempre più avanzate e “accessibili” (nel prezzo oltre che nell’usabilità) si diffondono tra nativi e migranti digitali (giovani e adulti). Ma sono soprattutto i più giovani a utilizzare massicciamente queste tecnologie per navigare in rete attivando soprattutto profili Instagram o TikTok e trascorrendo molto tempo in compagnia di videogiochi, che permettono loro di rimanere sempre in contatto con tutti i loro amici (ma anche in balia di perfetti sconosciuti). Capita però che molti ragazzi si rifugino completamente in questo ambiente, creandosi una vita virtuale e perdendo la consapevolezza dei confini tra vita reale e vita virtuale (es. Hikikomori). Questa mancata distinzione può portare i ragazzi a non saper più affrontare e sostenere un dialogo frontale con un’altra persona, ad assumere personalità o identità diverse quando sono a contatto diretto con le persone e quando si trovano dietro allo schermo di un pc. Spesso i ragazzi non sono educati a vivere consapevolmente la Rete. La facilità con cui si possono postare informazioni incoraggia a inviare anche contenuti potenzialmente nocivi, con l’illusione che per vivere nell’ambiente digitale non sia necessario comprendere ciò che le nostre azioni potrebbero provocare negli altri, rischia di far cadere vittime o di diventare carnefici del cyberbullismo o anche del sexting (un fenomeno sociale che consiste nel diffondere attraverso i social network contenuti a marcata valenza sessuale senza il consenso dell’altro).

Si è trasformata la nostra stessa esperienza di vita: nella Rete il corpo è il grande assente. Questa caratteristica porta inevitabilmente a riconsiderare i concetti di empatia, rispetto, condivisione delle emozioni, comprensione dello stato mentale altrui, intimità e separazione. L’intimità per definizione esige riservatezza, la separazione esige non esserci. Eppure, attraverso lo smartphone, siamo sempre raggiungibili, allacciati, poniamo la nostra identità “in vetrina” tendendo a mostrare la migliore versione di sé anche falsificando o omettendo parti importanti della propria vita; fatichiamo a comprendere cosa stia accadendo nella mente degli altri perché, non avendo la possibilità di vederne la reazione, non abbiamo sufficienti informazioni per capire ciò che è stato fatto, per chiedere scusa o mettere in atto strategie compensatorie. Diventa quindi necessario, fin dalla più tenera età, accompagnare i bambini e i ragazzi attraverso questo cambiamento epocale perché non ne siano sopraffatti ma abbiano i giusti strumenti per poter crescere in modo sano ed evolutivo. 

I dati del fenomeno

Nell’ultima indagine di EU- Kids Online risulta evidente come internet sia diventato parte integrante della vita dei bambini: dai 9 ai 17 anni: l’84% si connette tutti i giorni online dai propri smartphone.
Il problema che persiste è che solo il 42% dei ragazzi riesce a comprendere se le notizie che appaiono nella loro home siano vere o false.
ll numero dei bambini, invece, che si sono sentiti infastiditi, sconvolti e a disagio dalle proprie ricerche su internet è raddoppiato: dal 6% nel 2013, al 13% nel 2017 (tra il 3% e il 13% vi è la fascia di bambini tra i 9 e 10 anni).

Il pericolo più comune riguarda il fatto che i bambini possono essere esposti all’UGC (user generated content), ovvero post sui blog, sui social o anche podcast, dove la probabilità di rischio aumenta osservando questi dati, come la presenza di messaggi d’odio (31%).

Coloro che hanno subìto questo danno si sono sentiti tristi, arrabbiati e pieni di rancore.

Il 58% dei bambini che hanno sentito discorsi d’odio, non ha fatto niente, come il 50% che invece ha assistito ad azioni violente, verbali e non, si sono ritrovati a essere vittime di bullismo su internet senza reagire ai fatti.
Un bambino su tre adotta risposte passive riguardo i rischi online che li infastidiscono e uno su quattro non riesce a esporre a qualcuno ciò che gli è accaduto.

Questi dati sorprendono dal momento in cui il bambino dice di trovarsi in casa, a scuola e con i compagni, in un ambiente sicuro con un’atmosfera di sostegno.
I genitori italiani adottano in particolare delle pratiche di mediazione per avere un dialogo con i propri figli, invece che mettere delle restrizioni.
Tuttavia, i risultati suggeriscono che Internet è percepito più come un luogo rischioso che di opportunità: solo il 52% dei genitori suggerisce un modo di utilizzo consapevole della rete, il 38%, invece, aiuta i bambini nel momento in cui incontrano qualcosa che li disturba, ma solo il 21% li incoraggia ad esplorare e ad imparare nuove cose su internet. Chi insegna cerca di dettare le regole, gli amici invece, ti danno utili consigli.

La soluzione proposta da Pepita

Il progetto Io clicco positivo propone e personalizza percorsi di educazione digitale per scuole di ogni ordine e grado, circuiti oratoriali e centri aggregativi sul territorio nazionale, in risposta alle esigenze socio-educative istituzionalizzate dalla legge 71/2017 per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e dalla ricezione nazionale del GDPR europeo in materia di tutela dei dati e dell’immagine dei minori in Rete. Gli interventi si fondano sui principi della formazione attiva: non si realizzano incontri ex cathedra, ma attività ingaggianti, che permettano ai beneficiari di sperimentare i contenuti in prima persona, come prosumer, ovvero rendendo i nativi digitali non solo consumer dei contenuti educativi, ma anche producer di messaggi e azioni di sensibilizzazione, in coerenza con le logiche attive a partire dall’avvento del 2.0. Gli educatori ricorrono ai seguenti strumenti di attivazione: dinamiche di gruppo, condivisione di vissuti, simulazioni situazionali, attività laboratoriali ed esperienze immersive. 

Scuola primaria

Finalità: introdurre i bambini all’ambiente digitale facendo sperimentare loro una presenza adulta (quella degli insegnanti, degli educatori e dei genitori) che sia di supporto nella loro esplorazione nel digitale, che sappia contenere i loro timori e che sappia dare confini e limiti ad un ambiente di per sé sconfinato.

Obiettivi del percorso: 

  • Promuovere la consapevolezza di far parte di una rete di relazioni che potrà anche essere vissuta nel digitale
  • Favorire la figura dell’adulto come riferimento sicuro per poter vivere positivamente la rete
  • Riflettere sui comportamenti adottati online e sulle loro conseguenze
  • Comprendere l’importanza di ricevere delle regole per vivere sicuri anche nell’ambiente virtuale

Modalità in presenza

  • 3 laboratori attivi di 2h ciascuno nelle classi partecipanti
  • 1 incontro di 2h di carattere formativo con i docenti e il personale ATA
  • 1 incontro di 2h di carattere formativo e informativo con i genitori

Al termine di ogni percorso, ogni gruppo classe riceverà un kit didattico: uno strumento realizzato per dare continuità al progetto svolto, responsabilizzando ogni singolo bambino per mettere in pratica nell’immediato quanto sperimento e offrendo agli insegnanti attività finalizzate a riprendere i contenuti trattati. 

 

 

Modalità mista

  • 1 incontro di 2h in presenza di carattere formativo con i docenti e il personale ATA
  • 2 laboratori attivi di 2h ciascuno in presenza nelle classi partecipanti + 1 incontro online di 1h nelle classi partecipanti suddivise in 2 sottogruppi
  • 1 incontro online di 1,5h di restituzione del progetto e di formazione con i genitori

Al termine di ogni percorso, ogni gruppo classe riceverà un kit didattico: uno strumento realizzato per dare continuità al progetto svolto, responsabilizzando ogni singolo bambino per mettere in pratica nell’immediato quanto sperimento e offrendo agli insegnanti attività finalizzate a riprendere i contenuti trattati.

 

Scuola secondaria di primo grado

Finalità: introdurre i ragazzi all’ambiente digitale. I ragazzi vivono già questo ambiente ma lo fanno in modo inconsapevole, possiedono uno o più profili social ma non ne colgono potenzialità e rischi. Internet e social sono il mondo in cui viviamo e, per crescere in modo evolutivo, dobbiamo imparare a vivere in questo ambiente conoscendone le caratteristiche e facendo scelte che facciano bene alla nostra vita.

Obiettivi del percorso:

  • Promuovere la consapevolezza di vivere in un ambiente digitale, approfondendone le principali caratteristiche (pubblico e privato, reputazione digitale, i rischi nella Rete)
  • Riflettere sul linguaggio e sulle parole usate nell’ambiente digitale: i commenti e le chat come vie di relazione
  • Rendere coscienti gli studenti circa alcuni comportamenti abituali ma non corretti o etici, anche analizzando i reati che esistono online
  • Incentivare il dialogo con adulti di riferimento quando si è vittime o si assiste a episodi di cyberbullismo contrastando l’omertà
  • Diventare portavoce con i coetanei di quanto appreso sviluppando una responsabilizzazione attiva

Modalità in presenza

  • 3 laboratori attivi di 2h ciascuno nelle classi partecipanti
  • 1 incontro di 2h di carattere formativo con i docenti e il personale ATA
  • 1 incontro di 2h di carattere formativo e informativo con i genitori

Modalità online

  • 1 incontro di 1,5 h di carattere formativo e informativo rivolto docenti e personale ATA
  • 3  incontri di 1h ciascuno nelle classi partecipanti suddivise in 2 sottogruppi
  • 1 incontro di 1h di restituzione del progetto e informazione con i genitori e i docenti

Modalità mista

  • 2 laboratori attivi di 2h ciascuno in presenza nelle classi partecipanti + 1 incontro online di 1h nelle classi partecipanti suddivise in 2 sottogruppi
  • 1 incontro di 2h in presenza di carattere formativo con i docenti e il personale ATA
  • 1 incontro online di 1,5h di restituzione del progetto e di formazione con i genitori

Scuola secondaria di secondo grado

Finalità: riflettere con i ragazzi sulla possibilità di vivere l’ambiente virtuale nella sua potenzialità evitando il più possibile di fare scelte disfunzionali e cogliendone i risvolti evolutivi a livello personale, relazionale e professionale. Nel virtuale i ragazzi giocano gran parte della loro vita relazionale e sociale e sperimentano parti del Sé nel processo di crescita che li vede protagonisti. Molto spesso, però, il virtuale rimane un luogo a parte, vissuto come parallelo oppure relegato nell’ambito del divertimento e dello svago.

Obiettivi del percorso:

  • Conoscere le caratteristiche dell’ambiente digitale e adottare un atteggiamento critico circa la qualità delle informazioni reperite
  • Riflettere su come cambiano i concetti di empatia, di condivisione delle emozioni e di intimità online
  • Vivere positivamente l’ambiente digitale conoscendo regole e leggi a propria tutela ed entro le quali agire legalmente
  • Comprendere l’importanza del linguaggio e della comunicazione nella costruzione delle relazioni

Modalità in presenza

  • 3 laboratori attivi di 2h ciascuno nelle classi partecipanti
  • 1 incontro di 2h di carattere formativo con i docenti e il personale ATA
  • 1 incontro di 2h di carattere formativo e informativo con i genitori

Modalità online

  • 1 incontro di 1,5 h di carattere formativo e informativo rivolto docenti e personale ATA
  • 3  incontri di 1h ciascuno nelle classi partecipanti suddivise in 2 sottogruppi
  • 1 incontro di 1h di restituzione del progetto e informazione con i genitori e i docenti

Modalità mista

  • 2 laboratori attivi di 2h ciascuno in presenza nelle classi partecipanti + 1 incontro online di 1h nelle classi partecipanti suddivise in 2 sottogruppi
  • 1 incontro di 2h in presenza di carattere formativo con i docenti e il personale ATA
  • 1 incontro online di 1,5h di restituzione del progetto e di formazione con i genitori

Risultati ottenuti

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