Cosa succede ogni pomeriggio all’interno di Hub 4 Young?
Dietro i laboratori, i momenti di studio e le attività condivise c’è un lavoro fatto di ascolto, fiducia e relazioni che si costruiscono giorno dopo giorno. Inaugurato a Terni nel marzo 2026, Hub 4 Young è un centro educativo gratuito promosso da Fondazione Arvedi Buschini e gestito da Pepita ETS, nato per offrire a bambini, ragazzi e famiglie uno spazio di crescita, ascolto e opportunità, secondo la visione educativa richiamata anche da Fra Stefano Tondelli.
Ma cosa significa vivere questo luogo ogni giorno? Ne abbiamo parlato con Claudio Onori, educatore del centro, che ci racconta come nasce una giornata all’Hub 4 Young, quali sono le sfide quotidiane e perché uno spazio come questo può fare la differenza per la comunità.
Domanda: Ciao Claudio! Ti va di presentarti e di raccontarci com’è organizzata la tua giornata tipo all’interno di Hub 4 Young?
Claudio: Ciao! Sono Claudio e lavoro come educatore presso l’Hub 4 Young. La mia giornata tipo inizia preparando e sistemando gli spazi prima dell’arrivo dei ragazzi: organizzo la stanza, predispongo i materiali e tutto il necessario per le attività. Successivamente, comincia il momento dell’accoglienza di bambini e ragazzi.
In base alle loro esigenze specifiche, offriamo supporto per lo svolgimento dei compiti scolastici, ma lasciamo spazio anche al gioco, ai momenti di condivisione e, soprattutto, all’ascolto attivo delle loro giornate a scuola. A seconda della programmazione, proponiamo vari laboratori e attività tematiche. La giornata si conclude con i saluti, un momento importante in cui ci confrontiamo anche con i genitori che passano a prenderli e che desiderano raccontarci come stanno andando le cose.
Domanda: A proposito di famiglie, come è stato l’impatto con la comunità locale e che aria si respira all’Hub, dato che ha aperto da poco?
Claudio: Siamo stati accolti benissimo dalle famiglie, che si sono dimostrate fin da subito estremamente disponibili. Ripongono molta fiducia in noi nel lasciarci i propri figli e collaborano apertamente spiegandoci le necessità di ciascun ragazzo. Essendo un centro aperto da poco, si respira un’energia del tutto nuova e questo entusiasmo emerge chiaramente dai bambini, dai ragazzi e dalle loro famiglie.
Domanda: Quali sono le principali difficoltà che riscontrate e in che modo Hub 4 Young rappresenta una risorsa concreta per il territorio?
Claudio: Per creare un legame solido con i ragazzi è stato essenziale basarsi sul rispetto e sulla fiducia reciproca, ascoltando le loro storie e valorizzando ciò che portano con sé. Questo centro è una risorsa cruciale perché offre opportunità concrete a bambini e ragazzi che affrontano fragilità nello studio o che provengono da famiglie che non avrebbero le possibilità economiche o logistiche per supportarli esternamente. Ad esempio, accogliamo molti minori che parlano poco l’italiano, che faticano a leggere o a comprendere la lingua. Senza una realtà come Hub 4 Young, non avrebbero uno spazio sicuro a cui fare riferimento per essere aiutati.
Domanda: Oltre al supporto scolastico, quali attività proponete e quali stanno dando i frutti migliori?
Claudio: Oltre all’aiuto compiti, i nostri laboratori stanno registrando ottimi risultati. Abbiamo attivato corsi di quilling, laboratori STEM e percorsi focalizzati sul riconoscimento e sulla gestione delle emozioni. Organizziamo incontri laboratoriali condivisi tra genitori, figli e docenti. In vista della stagione estiva abbiamo in programma grandi novità, con ulteriori proposte e nuove opportunità che non vediamo l’ora di avviare.
Domanda: Qual è il valore aggiunto di queste attività nell’ottica delle relazioni tra i ragazzi?
Claudio: Tra le varie opportunità che Hub 4 Young offre, l’incontro con l’altro è senza dubbio una di quelle che fa maggiormente la differenza. Attraverso i laboratori e i vari momenti strutturati (che i ragazzi accolgono sempre con enorme gioia e curiosità) si genera una socialità diversa, un incontro vivo che li stimola profondamente. È davvero gratificante vedere come le relazioni crescano passo dopo passo grazie a un contesto dedicato come il nostro.
Domanda: C’è un episodio o un percorso in particolare che ti è rimasto impresso?
Claudio: Quando i ragazzi entrano qui per la prima volta, l’impatto iniziale è spesso caratterizzato da un forte senso di spaesamento, perché si interfacciano con un contesto del tutto nuovo. Gradualmente, però, si assiste a una bellissima apertura e a una presa di confidenza con l’ambiente.
Mi viene in mente il percorso di un bambino: sua madre si era inizialmente avvicinata per curiosità durante una delle nostre giornate di apertura. Il giorno successivo ha deciso di portare il figlio per farlo ambientare. Giorno dopo giorno il bambino ha mostrato un interesse per i laboratori STEM e, grazie a quelle attività, ha acquisito una reale consapevolezza delle proprie capacità. È stato emozionante vederlo aprirsi e raccontarsi con totale fiducia.
Domanda: Quanto conta il lavoro di rete per una realtà come la vostra?
Claudio: Fin dall’inizio è stato fondamentale stringere legami solidi e lavorare in sinergia con il territorio e con le diverse realtà già presenti. Hub 4 Young risponde a un bisogno concreto della comunità, e lo dimostra la risposta immediata e positiva che abbiamo ricevuto dalle scuole, dalle famiglie e da associazioni locali. È proprio per questa sua natura che l’Hub deve muoversi in un’ottica di rete, ed è una direzione che continueremo a perseguire con convinzione.
Domanda: Se dovessi descrivere Hub 4 Young in tre parole chiave, quali sceglieresti e perché?
Claudio: Direi accoglienza, possibilità e spazio.
- Accoglienza perché rappresenta la nostra vera chiave di lettura; è ciò che ci permette di entrare in punta di piedi e con delicatezza nelle vite di questi bambini e ragazzi, definendo il modo stesso in cui ci relazioniamo con loro.
- Possibilità perché è esattamente ciò che desideriamo offrire: mostrare ai ragazzi che esistono strade diverse e metterli nelle condizioni di far emergere liberamente attitudini, desideri e potenzialità
- Spazio perché vogliamo che questo sia un luogo fisico da scoprire, un territorio protetto in cui ognuno possa esprimersi, lasciare il proprio segno e costruire qualcosa che rimanga nel tempo
Domanda: Qual è l’insegnamento più grande che stai traendo da questa esperienza e cosa speri che resti nel cuore di chi frequenta l’Hub?
Claudio: La parte più significativa del mio lavoro è l’opportunità di incontrare vite così diverse, accogliendo il valore unico che ciascun ragazzo porta con sé per costruire qualcosa insieme. Entrare a far parte di queste storie in modo sensibile mi sta insegnando moltissimo.
La mia speranza più grande è che tutti i ragazzi che passano da qui, si sentano visti. Vorrei che capissero che la loro presenza non passa inosservata, che anche solo un saluto o un passaggio di pochi secondi all’Hub ha avuto un valore e ha significato qualcosa di importante per noi.
Domanda: Perché è fondamentale investire in progetti e in luoghi come Hub 4 Young?
Claudio: Vale la pena investire in queste realtà perché offrono risposte a necessità concrete non solo dei singoli ma dell’intera comunità. Hub 4 Young colma un vuoto territoriale fondamentale per le nuove generazioni, ricreando quel senso di “piazzetta sotto casa”: un’area sicura, protetta, alternativa alla dimensione esclusivamente digitale, dove è possibile incontrarsi dal vivo e sperimentare una quotidianità diversa e stimolante.





















