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Pepita e il gruppo CRC

Pepita questa primavera ha fatto richiesta di ingresso all’interno del Gruppo CRC, diventando membro ufficiale da Settembre. Ha partecipato alla redazione del Rapporto 2020, nello specifico nella sezione che tratta della Violenza a scuola.

Che cos’è il gruppo CRC

Il Gruppo CRC (Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza), è un network attualmente composto da 100 membri del Terzo Settore, i quali si occupano attivamente della promozione e della tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, coordinato da Save The Children Italia.

Nato nel 2000 con l’obiettivo di preparare il Rapporto sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia, da allora il network redige regolarmente Rapporti di aggiornamento annuali e periodici.

Che cos’è il Rapporto

L’intento del Gruppo CRC è quello di monitorare tutta l’ampia gamma dei diritti contenuti nella CRC (art- 1-41) e che il Comitato ONU ha raggruppato in diverse aree tematiche. A tal fine il Network elabora ogni anno, un Rapporto di aggiornamento.

I rapporti sono realizzati grazie al contributo di tutte le associazioni del network, che forniscono un’analisi negli ambiti di propria competenza. Quest’anno, in occasione del ventesimo anniversario del Gruppo, nella settimana del 20 novembre viene presentato l’11° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.

Questo Rapporto allarga lo sguardo sull’impatto della pandemia sui quasi 10 milioni di bambini e adolescenti che vivono in Italia.

La crisi ha portato alla luce, aggravandole e dilatandole, le criticità che le 100 associazioni del network hanno già rilevato da anni: l’assenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nella cultura politico-amministrativa e nell’agenda politica e la mancanza di un coordinamento efficace in tale ambito. L’analisi si chiude come sempre con delle raccomandazioni rivolte alle istituzioni competenti per facilitare il cambiamento e fornire suggerimenti su come superare le criticità.

Format 2020

Il lancio del Rapporto avviene quest’anno on line, in partnership con Vita che da oltre 25 anni è il giornale dell’economia civile e dell’innovazione sociale in Italia. (www.vita.it), con 5 momenti di riflessione trasversale rispetto ai raggruppamenti tematici propri del Rapporto CRC, alla presenza di esperti, opinionisti e istituzioni.

Avranno durata di 1h ciascuna, dalle 18 alle 19 in diretta su Facebook nella piattaforma di Vita.

Pepita si impegnerà a condividere sui suoi canali social ogni appuntamento per restare sempre aggiornati.

Panoramica generale dei 5 appuntamenti

Lunedì 16 Novembre; una generazione in bilico, tra social e distanziamento sociale

Chiusi in casa, le ore trascorse davanti a uno schermo sono aumentate a dismisura per tutti, anche per i bambini e ragazzi. Il digitale è stata l’unica via per restare in contatto con amici e compagni e il canale privilegiato usato dai ragazzi per informarsi. Ma sono anche aumentati i casi di cyberbullismo. Come i ragazzi hanno utilizzato internet? Quanto ne hanno abusato?
Come sono stati rappresentati?

Martedì 17 Novembre; solitudini delle famiglie: quali risposte?

Le famiglie si sono trovate improvvisamente a dover far fronte a mille esigenze potendo attingere solo a risorse interne. La vicinanza ha rafforzato legami e fatto esplodere le situazioni conflittuali dall’altro. Il lockdown è stata la lente di ingrandimento per una situazione già esistente, ma non messa a fuoco: la solitudine in cui troppo spesso sono lasciate le famiglie. Quale supporto riusciamo a dare oggi alle genitorialità?

Mercoledì 18 Novembre; povertà e ambiente: l’agenda per le nuove generazioni

C’è una stretta connessione tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 e la realizzazione dei diritti delle persone di minore età. Porre al centro i bambini significa declinare concretamente il tema dello sviluppo sostenibile, in tutte le sue dimensioni, a partire dal benessere sociale e da quello ambientale.

Giovedì 19 Novembre; uguali diritti, diverse attuazioni: le conseguenze delle disuguaglianze

Il COVID-19 ha messo drammaticamente in luce la realtà: i bambini e le bambine vivono in condizioni estremamente differenti e troppo spesso la rete di servizi e di welfare non riesce a colmare quel gap di opportunità legato alla condizione di nascita. Dal tablet alla mensa, dai libri alla salute, troppi sono i divari nell’accesso ai servizi, alla scuola, alle opportunità educative.

Venerdì 20 Novembre; oltre il covid-19: una strategia per i bambini e gli adolescenti

Nell’emergenza COVID-19 inizialmente non è stato adeguatamente considerato l’impatto sociale della pandemia sulle persone di età minore. Un proliferare di tavoli informali – istituzionali e inter-associativi – ha cercato di richiamare l’attenzione su infanzia e adolescenza, indicando le criticità, facendo proposte e discutendo le priorità e le azioni necessarie. Questo sforzo però, in assenza di efficaci meccanismi di raccordo tra i vari livelli di governo, con il Parlamento e nella stessa società civile, rischia di essere poco incisivo. La risposta all’emergenza è l’occasione per mettere in pratica i principi della CRC, con una visione finalmente strategica rispetto alle nuove generazioni.