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“Nel nome di Carolina Picchio e intorno al suo messaggio è nata la Fondazione, con rete di esperti in campo comunicativo e digitale per formare genitori ed educatori. Ma c’è ancora tanto da fare”.
Il webinar, Martedì 6 Ottobre 2020, è iniziato con queste parole di Paolo Picchio, al fine di dare spunti sulla creazione e sullo sviluppo di un possibile benessere digitale, che sembra venire a mancare nella generazione Z.

Come si è sviluppata allora la DAD in questo periodo di lockdown? La rete ha unito o allontanato le persone?

 “La rete è un grandissimo strumento di trasmissione dati, i quali una volta condivisi, restano.”
Questa è una delle premesse iniziali che è stata esposta dai nostri collaboratori, i quali hanno messo in guardia educatori ed insegnanti nei confronti dei ragazzi. La DAD, secondo Pepita, ha riscontrato successo in quanto gli adolescenti, durante il lockdown, si sono dimostrati interessati e operativi per restare uniti; ma c’è sempre un altro lato della medaglia.
In merito a questo, gli esperti si sono prestati a spiegare, a raccontare e a sollecitare gli adulti rispetto ai nuovi social, che stanno spopolando tra i ragazzi: Instagram, Whatsapp, ma soprattuto TikTok.

Perché parlare di social network quando ci si riferisce alla DAD?

Perché la rete è unica, infatti, i ragazzi sono inglobati in una realtà che può sembrare fittizia, ma come si è detto al webinar: “corpo reale e corpo digitale, sono la stessa cosa, in quanto ciò che pubblichiamo è la nostra vita”.
Gli adulti sono stati invitati a prestare più attenzione ai minori, rispetto alle azioni che compiono sui social, perché hanno un limite di età per potersi iscrivere, che varia tra i 13 ed i 16 anni, che sembra non essere rispettato. TikTok sta diventando sempre più un social network nel quale i bambini e i ragazzi in età adolescenziale si rispecchiano, creando ogni giorno nuove challenge, molto spesso sessualmente esplicite.
Perciò Pepita, Fondazione Carolina e Parole O_Stili puntano sulla concretezza dei progetti passati, presenti e futuri, per poter fare la differenza e dare un aiuto a chi, in determinate situazioni, non sa come gestire questo fenomeno di “ragazzi minori esposti in rete”.

La protezione dei minori online

In conclusione, gli esperti hanno parlato di quanto sia fondamentale la sensibilizzazione riguardo questo tema cardine nella società odierna, dimostrando che sottovalutarlo potrebbe causare un “non-benessere digitale”.